TECNICHE

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COME USARE:

Materiale per esche siliconiche SPL 435

Resina Poliestere  RPC 254 dm

Resina Epossidica REC 155

Resina Siliconica per stampi SILIMOLD

Vernice per legature VEL PLUS

Ammorbidenti    SOFT ADD din e bb

       Kit di fusione        usa e getta

Stampi per esche 3D bivalva

 

COME REALIZZARE:

Uno stampo in Resina Siliconica SILIMOLD

Una dima di controllo e produzione per armature in acciaio

Una provetta graduata monouso

 

 


COME USARE I MATERIALI PER ESCHE SILICONICHE SPL 435.

Attrezzature necessarie:

  • un locale ben areato
  • guanti protettivi
  • piastra elettrica, fornello a gas o microonde
  • pentolino di fusione in alluminio o kit usa e getta
  • listello di miscelazione (qualsiasi materiali resistente al calore)
  • pigmenti Color Add, Color Add Perlescenti o Color Add Acciaio e Gold
  • Glitter
  • stampo per colata
  • un contenitore con acqua o Oil Cooling
  • sale fino o micronizzato (se necessario)
  • olio di conservazione e aromatizzazione Oil Add Scent

La preparazione degli SPL 435 risulta particolarmente semplice e veloce, rispettando alcune piccolissime regole le vostre esche saranno sempre perfette e bellissime.

Procedere come segue:

Versare la quantità desiderata di SPL 435 nel pentolino di fusione e posizionarlo sulla fonte di calore. Il riscaldamento ottimale per la fusione del materiale è compreso tra 300° e 370°.Durante la fase di riscaldamento mescolare di tanto in tanto con il listello di miscelazione,la fase di inizio fusione del materiale verrà indicato dal cambiamento di colore dello stesso che passerà da una colorazione lattiginosa ad una di perfetta trasparenza. Continuare a scaldare il materiale fino alla fluidità desiderata, questo può considerarsi pronto per la colata, quando, inserendo il listello usato per la miscelazione nella massa fusa e sollevandolo, il materiale prelevato non filerà ma si staccherà sotto forma di gocce. In caso di fuoriuscita di fumo allontanare per qualche secondo il pentolino dalla fonte di calore e continuare il riscaldamento.

Ora il materiale è pronto per essere pigmentato. Senza togliere il pentolino dalla fonte di calore, aggiungere il Color Add  scelto poco alla volta, prelevandolo dalla provetta con un comunissimo stuzzicadenti. I pigmenti Color Add sono progressivi, ciò significa che aumentandone la quantità la colorazione diventerà sempre più intensa ma comunque trasparente. Nel caso della realizzazione di esche non trasparenti basterà semplicemente aggiungere alcune gocce di Color Add Bianco e il materiale perderà la trasparenza rimanendo però sempre del colore scelto.

Terminata la pigmentazione ottenuta con le varie combinazioni di Color Add ora è possibile, se necessario, aggiungere Special Glitter e sale.

A questo punto il materiale è pronto per essere colato , posizionare quindi lo stampo su una superficie piana  e colare direttamente dal pentolino di fusione fino a completo riempimento della cavità.

Attesi alcuni minuti per il raffreddamento del materiale controllare se è possibile estrarre l'esca ancora calda. Se questo risulterà possibile, prelevare l'esca e metterla a raffreddare nel contenitore con acqua o meglio se con Oil Cooling, fino a completo raffreddamento. Il raffreddamento in liquido ci dà, oltre che la possibilità di utilizzare subito lo stampo per una nuova colata, anche di ottenere esche senza deformazioni in quanto non poggianti su nessuna superficie.

Ad esche fredde metterle in un contenitore o busta ed aggiungere Add Oil Scent per migliorarne la conservazione, ma soprattutto per aromatizzarle e togliere qualsiasi odore derivante dalla fusione.                                                                                                                        

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COME USARE LA RESINA POLIESTERE RPC 254 dm

Attrezzature necessarie:

  • locale ben areato
  • occhiali protettivi
  • guanti protettivi (consigliati in lattice)
  • contenitore di miscelazione (bicchiere in plastica, non in polistirolo o metallico)
  • listello di miscelazione
  • stampo siliconico per colata
  • diluente nitro

Le possibilità offerte dalla resina poliestere RPC 254 dm per la realizzazione di colate sono praticamente infinite. Si possono infatti realizzare intere esche, parti di esse e tutto quello che le necessità richiedono. La resina RPC 254 dm ha una formula appositamente modificata per ovviare al difetto, caratteristico di questo materiale, della scarsa resistenza agli urti. La sigla "dm" o "durezza modificata" indica infatti la presenza di particolari additivi flessibilizzanti ,che eliminano il comportamento vetroso del prodotto finito. Potrete ora realizzare anche intere esche, senza la paura che si fratturino al più piccolo urto. E' da dire che la resistenza meccanica delle vostre colate  non sarà certo paragonabile a quelle in Resina Epossidica REC 155, ma comunque di granlunga superiori a quelle realizzate con tutte le resine poliesteri attualmente sul mercato.

Procedere come segue:

Versare la quantità necessaria di RPC 254 dm nel bicchiere di miscelazione, aggiungere il catalizzatore nella quantità ottimale del 2%. L'utilizzo di quantità errate di catalizzatore non provoca grandi problemi in caso di quantità minori, ma in caso di quantità maggiori causerebbe tensioni nel materiale in fase di catalizzazione e un eccessivo sviluppo  di calore. Cosa da non dimenticare nell'uso delle resine poliestere è proprio lo sviluppo di calore in fase di catalizzazione, poco evidente in colate di piccole dimensioni ma enorme in quelle grandi. Prestare quindi attenzione, in caso di colate importanti (superiori ai 300 gr) a rispettare le quantità di catalizzatore.

Mescolare con il listello di miscelazione la resina e il catalizzatore, almeno per un minuto, prestando particolare attenzione alla miscelazione sul fondo del bicchiere, dove i due composti possono rimanere separati, vanificando il vostro lavoro.

La resina è pronta per essere colata in stampo. Non affrettatevi a terminare la colata, l' RPC 254 dm inizia la catalizzazione dopo circa 15' dall' inizio della miscelazione,ma cercate di versare la resina molto lentamente sfruttando le pareti dello stampo come piano di colata, permettendo così all'aria di fuoriuscire dallo stesso. Completate il riempimento dello stampo in più fasi, separate da circa 1' di pausa, anche questo accorgimento vi permetterà di ottenere colate perfette senza l'ausilio di autoclave o campana a vuoto.

A colata perfettamente dura procedere al lavaggio con un pennello, con diluente alla nitro per togliere i residui appiccicosi della catalizzazione e  preparare il supporto alla successiva fase di verniciatura.

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COME USARE LA RESINA EPOSSIDICA REC 155.

Attrezzature necessarie:

  • guanti protettivi (consigliati in lattice)
  • contenitore di miscelazione graduato (realizzazione nella sezione COME REALIZZARE)
  • listello di miscelazione
  • stampo siliconico per colata

Come tutti i materiali molto tecnici la Resina Epossidica REC 155 richiede maggiori attenzioni, ma nel contempo dà risultati di qualità e resistenza inaspettate. La Resina Epossidica REC 155 è il miglior materiale per la realizzazione di tutte quelle esche e parti in cui la resistenza agli urti deve dare il massimo. Perfettamente trasparente con colore lievemente paglierino, ha eccellenti proprietà copiative e di degasaggio, grazie ad una fluidità simile a quella di un olio. Il peso specifico di questa resina è prossimo a quello dell'acqua, fattore particolarmente apprezzabile nella realizzazione di esche rigide. La Resina Epossidica REC 155 non è aggressiva, permette quindi, in fase di colata, di inserire nello stampo inerti galleggianti da usare come bilanciamento nelle colate di esche rigide quali Cranck, Minnow. A differenza della maggior parte delle resine, dove il catalizzatore è in piccole percentuali rispetto al componente principale, nelle resine epossidiche questo arriva ad essere pari al 60%. In queste resine la catalisi è più una forma di bilanciamento tra i due componenti, che miscelati , completano l'indurimento solo se l'errore delle quantità è molto basso. Facciamo un esempio: per semplicità chiamiamo "A" la resina e "B" il catalizzatore . Ipotizziamo di voler preparare una quantità di resina finita pari a 100 ml, i singoli componenti corrisponderanno approssimativamente alle seguenti quantità:

"A"  62 ml - "B" 38ml

Come già accennato se una di queste quantità dovesse essere sbagliata, con un margine superiore al 2 / 3%, il nostro composto non catalizzerebbe in modo corretto rimanendo in parte o totalmente liquido. Risolviamo questo inconveniente con l'utilizzo di un contenitore graduato che, anche se artigianale , permette di avere margini di errore sicuramente inferiori a quelli di rischio. ATTENZIONE le quantità vanno misurate in VOLUME, NON IN PESO dato che i due componenti hanno pesi specifici diversi.  

Procedere come segue:

Versare la resina nel contenitore graduato, aggiungere il catalizzatore nella quantità pari al 60 % (rapp. 1:0,6), miscelare con cura e per molto tempo, almeno 5-7 minuti, prestare sempre molta attenzione alla miscelazione sul fondo del contenitore dove i materiali potrebbero rimanere separati.

La resina è pronta per la colata in stampo

Altra fondamentale attenzione và data alla temperatura dell'ambiente nel quale state lavorando. La resina epossidica è particolarmente sensibile alle basse temperature.Un locale freddo rallenterebbe in maniera enorme il processo di catalisi. La REC 155 ,corredata di catalizzatore rapido, inizia la fase di catalisi in 20-25 minuti ad una temperatura di 25° completando la polimerizzazione in 24-30 ore, ma risultando sformabile dallo stampo in circa 3 ore. Nel caso vogliate accelerare la catalisi potrete scaldare entrambe i componenti in un forno ventilato ad una temperatura massima di 50°. 

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COME USARE LA RESINA SILICONICA PER STAMPI SILIMOLD

Attrezzature necessarie:

  • contenitore di miscelazione
  • bilancia elettronica con precisione minima 1 gr
  • listello di miscelazione
  • contenitore per colata stampo
  • per forme particolari listelli di qualsiasi materiale
  • plastilina

Materiale fondamentale per la realizzazione di stampi ad altissimo livello di definizione o per colate in serie. La Resina Siliconica SILIMOLD prodotta per usi industriali, ha un potere copiativo pari al 100%, non è tossica, è indicata per la colata di ogni tipo di resina ed addirittura il piombo (max 150 gr). La capacità antiaderente è ottima con ogni materiale ad esclusione della resina siliconica stessa o dei siliconi in genere.

La preparazione del SILIMOLD deve essere particolarmente accurata, sia nei dosaggi che nella miscelazione. Il rapporto di miscela pari a 1:20 (100 gr di resina / 5 gr di catalizzatore) deve essere eseguito con l'ausilio di una bilancia esclusivamente elettronica. L'errore nel rapporto di miscela è consentito esclusivamente nell' eccesso di catalizzatore, che in quantità maggiori provoca un eccessivo indurimento del composto, ma sempre  utilizzabile. In caso di quantità di catalizzatore inferiori al giusto rapporto la resina non completerà la catalisi restando allo stato liquido, è comunque consentito un margine di errore pari al 1%. Importantissima è la fase di miscelazione che deve essere eseguita per un tempo elevato e con grandissima attenzione, è consigliabile invertire spesso il senso di miscelazione all' interno del contenitore di preparazione. Una miscelazione non perfettamente eseguita provocherebbe la catalizzazione della resina solo nelle parti a contatto con il catalizzatore, lasciando liquida però la restante. Non abbiate fretta nella preparazione della massa da colare, in quanto i tempi di inizio catalisi sono lunghissimi, quasi sempre superiori a 2 ore, la completa polimerizzazione, della resina, avviene in 24 ore.

Procedere come segue:

Posizionare il contenitore di miscelazione sulla bilancia ed eseguire la Tara, ora versare la resina siliconica nel peso desiderato. Calcolare il peso del catalizzatore nel rapporto pari al 1:20), miscelare con cura e per molto tempo, almeno 10 minuti, invertendo spesso il senso di miscelazione, prestare sempre molta attenzione alla miscelazione sul fondo del contenitore, dove i materiali potrebbero rimanere separati.

Il SILIMOLD è pronto per essere colato nel contenitore o nella forma, ottenuta con listelli e plastilina.

Troverete nella sezione "COME REALIZZARE:Uno stampo in resina siliconica SILIMOLD" come ottenere una forma di contenimento per la resina con moltissimi materiali.

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COME USARE LA VERNICE PER LEGATURE VEL PLUS

Attrezzature necessarie:

  • contenitore di miscelazione
  • listello di miscelazione
  • pennello a setole morbide

Famosissima ed usatissima, ma chiamata con altro nome, viene univocamente riconosciuta come la migliore vernice per legature e finitura lucida per esche autocostruite. Come tutti i prodotti "famosi", il prezzo di questa resina bicomponente con rapporto 1:1, è in vendita sul mercato a prezzi esorbitanti, eccessivamente superiori al reale valore della stessa. GIANTBAITS come sua norma, scavalca le normali linee commerciali per arrivare alla fonte di produzione dei materiali da lei, potendoli così offrire a prezzi particolarmente bassi. VEL PLUS è il nome dato a questa vernice, stesso identico prodotto presente sul mercato. A differenza di quello commerciale, venduto in siringa gemellare per un totale di 30 gr , la VEL PLUS viene venduta confezionata in due flaconi da 55 gr.  Altra differenza apportata alla resina, il tempo di indurimento pari a soli 30 minuti.

Usare VEL PLUS per completamento delle legature degli anelli o come vernice di finitura delle vostre realizzazioni, vi dà la garanzia di un risultato sempre perfetto.

Procedere come segue:

Versare nel contenitore di miscelazione, i due componenti della vernice in parti uguali, prelevandoli dalle provette, con contagocce incorporato, nella quantità desiderata. Miscelare con cura i due componenti, eseguendo questa procedura con discreta velocità. La resina è pronta per essere applicata con pennello , sul supporto da rifinire.

Per ottenere un risultato perfetto, senza colature, delle vostre realizzazioni, risulta conveniente ,farle ruotare sul proprio asse longitudinale almeno 3 volte nei primi 10-15 minuti.

La Vernice VEL PLUS non è aggressiva, potrete quindi miscelare , a vostro piacimento, nella fase di preparazione elementi di decorazione, come gli Special Glitter per ottenere una finitura particolarmente brillante per le vostre esche rigide.

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COME USARE GLI AMMORBIDENTI SOFT ADD DIN E SOFT ADD BB.    

Attrezzature necessarie:

  • provetta graduata
  • listello di miscelazione

Spesso nelle più famose esche commerciali si ammira la morbidezza dell'esca, che consente spesso in quelle da Bass di prolungare il tempo di trattenimento delle stesse in fase di abboccata. Questi pochi istanti ci danno la possibilità,  di aumentare a nostro favore, la percentuale di ferrate con esito positivo. GIANTBAITS nello studio degli SPL 435 ha dato particolare importanza proprio al fattore morbidezza, che già nel materiale base sono particolarmente basse. Aggiungere a questi materiali già di per sé morbidissimi, gli ammorbidenti SOFT ADD DIN e BB, significa ottenere esche talmente soffici da far non poter essere paragonate con NESSUN prodotto commerciale. La percentuale massima consentita di SOFT ADD DIN e BB è pari al 15% del volume complessivo dell' SPL 435 utilizzato.

Questi ammorbidenti sono stati sviluppati in due diverse formulazioni, riconosciute con le lettere DIN e BB, ognuno con caratteristiche proprie ma entrambe utilizzati per ottenere gli stessi risultati in fatto di morbidezza.

SOFT ADD DIN è stato sviluppato per usi generici, quindi per la fusione degli SPL 435 su fornello a gas o piastra elettrica.

SOFT ADD BB è idoneo per gli stessi usi del DIN, ma specificatamente studiato per la fusione in forno a microonde, consentendo infatti, di abbassare il punto di fusione degli SPL 435 di circa 40°.

Procedere come segue:

Versare il materiale SPL 435 nel pentolino di riscaldamento, dopo averne misurato il volume, e iniziarne la fusione. Versare SOFT ADD DIN o BB nella provetta graduata, nella percentuale massima del 15% e mescolare. Il materiale è pronto per essere colato.

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COME USARE IL KIT DI FUSIONE USA E GETTA.

La realizzazione di esche soffici, richiede spesso il riscaldamento contemporaneo di più materiali, diversamente pigmentati. Il kit usa getta di GIANTBAITS è perfettamente indicato per questo scopo, permettendo infatti di sostituire velocemente il contenitore di fusione con l'utilizzo di un solo manico isolante. Altra convenienza offerta da questo kit è data dai contenitori di fusione in alluminio di origine commerciale, reperibili anche se a costi maggiori, rispetto a quelli presenti in catalogo, in comunissimi negozi di prodotti alimentari. Il KIT USA E GATTA è utilizzabile esclusivamente per il riscaldamento su piastra elettrica.

Procedere come segue:

Inserire il contenitore di fusione in alluminio, nell' anello di acciaio presente sul manico, e piegarne alcune parti dell'eccedenza sullo stesso. Il contenitore è ora bloccato al manico, ma con l'ausilio di guanti in caso di materiale caldo, facilmente sostituibile con altro.

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 COME USARE GLI STAMPI BIVALVA PER ESCHE 3D.

 

Attrezzature necessarie a scelta:

  • morsetto a vite
  • elastici
  • molla elastica circolare

Gli stampi bivalva GIANTBAITS sono tutti realizzati in RESINA EPOSSIDICA, e ciascuna valva ha durezza differente. Una delle due valve viene realizzata in forma altamente deformabile, per sopperire ad ogni, anche seppur minima, differenza di planarità con l'altra, consentendo la realizzazione di esche senza alcuna bava. Questa caratteristica necessita chiaramente di un solo accorgimento, cioè di essere tenute saldamente unite, sia per evitare la separazione delle valve in fase di colata ,e per ottenerne un perfetto accoppiamento stagno.

Per questa necessità fanno al nostro caso tutti i sistemi sopra elencati, purché la superficie pressata sia maggiore possibile.

Procedere come segue:

Accoppiare le  due valve dello stampo con uno dei sistemi descritti, procedere alla colata e attendere alcuni minuti di raffreddamento,  quindi separarle , prelevare l'esca e metterla a raffreddare come descritto nella sezione " COME USARE:I MATERIALI PER ESCHE SILICONICHE  SPL 435".

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COME REALIZZARE UNO STAMPO IN RESINA SILICONICA SILIMOLD.

Attrezzature necessarie:

  • contenitore con misura sufficiente a contenere il positivo o una tavola con stessa base
  • listelli (tavolette di multistrato, plastica, ecc.)
  • plastilina

Le tecniche più avanzate di realizzazione di esche artificiali obbligano spesso all'uso di più materiali per il completamento di quanto si sta realizzando. Per questo motivo è necessaria, in caso si voglia produrre un esca complessa in più esemplari, la realizzazione di uno stampo, che permetta, con il suo utilizzo, di ottenere parti sempre uguali  che garantiscano la ripetitività di quanto in essi colato. Il miglior materiale per la realizzazione di stampi da colata è senza ombra di dubbio la resina siliconica catalizzata, nel nostro caso il SILIMOLD.

Per semplificare la successiva spiegazione del procedimento chiameremo MASTER l'oggetto che intendiamo riprodurre, e CASSA le pareti o il contenitore necessari al contenimento della resina siliconica da colare per la costruzione dello stampo. Parte fondamentale per la buona riuscita di uno stampo è l'analisi attenta, non solo dell'oggetto da riprodurre ma anche la forma e la realizzazione della CASSA.

ANALISI DEL MASTER DA RIPRODURRE.

Come detto, anche la forma di quanto vogliamo realizzare riveste una fondamentale importanza nel perfetto funzionamento dello stampo finito. Le caratteristiche fondamentali da osservare sul positivo sono principalmente i SOTTOSQUADRA (tutte quelle parti difficili da estrarre dallo stampo o che potrebbero trattenere al loro interno sacche di aria. Es. palette divergenti dei Minnow o la cavità frontale dei Poppers ecc.). La posizione sul MASTER  di queste parti ci vincola quindi al posizionamento dello stesso all' interno della CASSA.

Facciamo un esempio: vogliamo realizzare lo stampo di un Popper. Le caratteristiche di questo MASTER saranno sicuramente di una cavità nella parte frontale più larga e una parte posteriore più fina, e spesso terminante a punta. La posizione migliore del MASTER all' interno dello stampo è sicuramente con la cavità frontale rivolta verso il basso e la coda verso l'alto, dove peraltro si realizzerà il canale di colata. La posizione descritta non è certamente perfettamente verticale, ma inclinata quanto basta a far si che l'aria defluisca facilmente durante la colata dell'esca verso il canale di entrata.

Per il posizionamento del MASTER all'interno della CASSA potremo utilizzare ad esempio dei piccoli listelli in legno, incollati sullo stesso e sulla CASSA. Questi listelli andranno posizionati su parti del MASTER di facile lavorabilità e tutti diretti verso la parte alta del futuro stampo, dove è presente anche il canale di colata. E' da tenere conto che i listelli diventeranno, nello stampo ultimato, dei canali di fuoriuscita dell'aria, che si riempiranno del materiale che starete utilizzando per la realizzazione dell'esca. Risulta chiara la motivazione di rivolgerli tutti verso la parte alta dello stampo, dato che una posizione più bassa del canale di colata provocherebbe lo svuotamento del NEGATIVO appena riempito. Anche la posizione sul MASTER deve essere di facile lavorabilità per permettere, ad esca estratta dallo stampo, di toglierne le eccedenze con pochi e semplici passaggi, ad esempio di cutter.

STUDIO DELLA CASSA.

La forma della cassa và studiata, si in modo da contenere il MASTER, ma anche per rendere facilmente utilizzabile lo stampo finito. Forme di stampo particolarmente strane e mirate sopratutto al risparmio della resina siliconica, usata per la sua  realizzazione, difficilmente daranno risultati soddisfacenti in fatto di usabilità dello stesso. Risulta conveniente quindi "sprecare" più resina siliconica, avendo però la garanzia che lo stampo realizzato rispetterà requisiti fondamentali quali, planarità al piano di appoggio, monoliticità dell'insieme e alta resistenza nelle  fasi di sformo del colato (per sformo si intende estrazione del colato dallo stampo). Vanno scelte quindi tutte quelle forme particolarmente semplici come, parallelepipedi , cubi, che risulteranno anche di facile stoccaggio.

In base ai presupposti descritti vediamo ora come realizzare la CASSA dello stampo con materiali di recupero.

Procedere come segue:

Prendiamo la tavola di maggiore spessore a nostra disposizione, controllando che possa contenere il MASTER. Poggiamola sul piano di lavoro, questa sarà la base della CASSA. Considerate che la faccia superiore del futuro stampo sarà quella ottenuta dalla colata sulla base della CASSA, lo stampo va quindi realizzato immaginandolo capovolto. In base a questo tutti i listelli e il canale di colata vanno incollati e rivolti verso questo piano. Posizionate quindi il MASTER , incollandolo ai listelli, utilizzando la tavola come base. Molto importante è la realizzazione del canale di colata. Questo dovrà essere realizzato con forma troncoconica e andrà incollato con la sua base più grande al piano di appoggio e la  base piccola all'esca. A questo punto avrete il MASTER perfettamente posizionato sulla tavola base. Riprendendo l'esempio precedentemente fatto con la realizzazione di un Popper, la posizione esatta dovrà essere la seguente: la cavità frontale dovrà essere rivolta verso l'alto, la coda con incollato il cono di colata, rivolti verso il basso e incollati alla tavola base, mentre i listelli di sostegno partiranno dal MASTER e saranno tutti incollati anch'essi alla tavola.

La parte più complicata della realizzazione è terminata, non resta ora altro da fare che costruire le pareti della CASSA. Prendete i listelli più fini, scegliendo tra quelli che hanno un' altezza sufficiente a sorpassare di almeno 2 cm il punto più alto del MASTER. Il posizionamento dei listelli sulla tavola base, può essere ottenuto utilizzando la plastilina. Posizionate, come conviene , e in base ai criteri descritti, i listelli, uno per volta intorno al MASTER , attaccandoli con piccoli panetti di plastilina alla tavola base, fino al completamento delle pareti della CASSA. Completate il fissaggio dei listelli unendo gli uni agli altri, sempre con plastilina in quantità necessaria a fungere anche da guarnizione. L'utilizzo della plastilina ha due vantaggi fondamentali: il primo riguarda la semplicità di smontaggio della CASSA e il successivo prelievo dello stampo, basterà infatti forzare leggermente le pareti della stessa per separare i listelli utilizzati;il secondo i listelli e la base potranno essere riutilizzati per un nuovo lavoro.

Con un pennarello indelebile segnate sulle pareti verticali della CASSA ultimata, una linea mediana passante per l'asse longitudinale del MASTER e per il canale di colata , che riporterete a stampo asciutto sul piano a vista.

La CASSA è pronta per la colata del SILIMOLD, preparato come descritto nella sezione "COME USARE: LA RESINA SILICONICA PER STAMPI SILIMOLD" . A completa catalisi della resina, utilizzando sempre il pennarello indelebile, collegate le linee realizzate sulle pareti, con una linea sul piano dello stampo a vista. Aprite la CASSA e prelevate lo stampo. La linea realizzata sullo stampo si troverà sulla base dello stesso , capovolgetelo e riportate la linea tracciata sul piano superiore dello stampo. Questa linea dovrebbe quindi corrispondere all'asse mediano longitudinale del MASTER. Tagliate con un cutter lungo la linea appena tracciata (piano superiore passante per il canale di colata) fino ad incontrare, con la punta, il MASTER. La  profondità del taglio sulle pareti verticali verrà guidata dalla posizione dello stesso MASTER, prestando attenzione a non arrivare alla base dello stampo ma limitarsi a tagliare quanto basta per la fuoriuscita dello stesso.  Sformatelo dallo stampo facendolo uscire dal taglio eseguito ,e asportate i listelli di sostegno.

Lo stampo è pronto per numerosissime realizzazioni, basterà prima di eseguire una colata, utilizzare degli elastici per tenere unite le pareti dello stampo separate dal taglio.  Se avrete eseguito con esattezza quanto descritto i vostri stampi saranno sempre funzionanti e le vostre cassette da pesca traboccanti di bellissime esche.   

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COME REALIZZARE UNA DIMA DI CONTROLLO E PRODUZIONE PER ARMATURE IN ACCIAIO.

Attrezzature necessarie:

  • tavola di legno o multistrato di misura sufficiente a contenere l'armatura inox, con spessore di 15 / 20 mm
  • listello di legno con misure 10x10 mm, lunghezza almeno 50 cm
  • viti per legno fine (la lunghezza dovrà essere uguale allo spessore della tavola base sommato allo spessore dei listelli e sottraendo dal totale 3 / 5mm)
  • barra filettata (il diametro della barra dovrà essere uguale al raggio interno degli occhielli che realizzeremo sull'armatura, utilizzati per il futuro fissaggio delle ancorine e del filo)
  • cacciavite o trapano/avvitatore
  • punta per metallo (il diametro della punta dovrà essere inferiore di 0,5 mm rispetto alla barra filetta scelta)
  • vernice spray nera
  • colla cianoacrilica

La ripetitività dei componenti nella realizzazione di esche in serie, risulta essere un fattore fondamentale per la garanzia di un funzionamento, sempre identico, dei "cloni" realizzati.

Come ben sappiamo la costruzione di armature in acciaio per esche risulta particolarmente semplice se utilizzati gli strumenti idonei , come ad esempio una buona e fondamentale pinza a becchi tondi. Cosa più difficile è invece riprodurre con precisione un'armatura già realizzata, che anche dopo numerosi piega e raddrizza, procedura peraltro pericolosa che diminuisce drasticamente la resistenza del filo inox utilizzato, non risulterà mai identica alla precedente. Oltre a queste difficoltà diviene fondamentale la conservazione di un campione, che nel caso venga smarrito ci obbligherebbe a smontare un'esca funzionante per poterlo vedere e riprodurre. Un semplicissimo accorgimento che risolve eccellentemente questi problemi è la dima di controllo e produzione.

La costruzione di questo piccolo attrezzo risulta particolarmente semplice e veloce.   

Procedere come segue:

Dopo aver realizzato un'armatura rispondente alle nostre necessità, posizionarla sulla tavola di legno. Trovata una posizione dell'armatura sulla tavola, che ci permetterà di fissare gli altri componenti nelle successive fasi, fissarla con un paio di gocce di colla cianoacrilica. Prendere la vernice spray e verniciare completamente il tutto, con mani leggere per evitare colature, prestando attenzione a rivolgere il flusso di vernice in direzione perfettamente perpendicolare al piano di appoggio dell'armatura  ad una distanza di 30 cm. Avremo ora davanti a noi la tavola e l'armatura completamente neri. Staccare l'armatura dal supporto, che lascerà la sua impronta non verniciata sulla tavola. Il nostro lavoro potrebbe terminare qui, avendo a nostra disposizione una traccia indelebile della nostra armatura, ma sicuramente non avremo fatto progressi rispetto alla conservazione di un campione.

Procediamo quindi a far si che la nostra tavola diventi una vera e propria dima di controllo e produzione delle nostre armature.

La tavola, come già detto, sarà completamente nera con ben evidente la traccia dell'armatura precedentemente asportata. L'impronta della nostra armatura sarà composta da un insieme di parti lineari  e circolari. Prendiamo il listello in legno con sezione 10x10 mm ,che useremo per realizzare i tasseli che posizioneremo sulla tavola lungo il lato esterno delle parti lineari. Tagliamo delle parti con lunghezza pari ai lati lineari della traccia presenti sulla tavola, sottraendo però il doppio dello spessore del filo inox utilizzato per realizzare l'armatura. Posizioniamo i tasselli uno per volta, centrandoli in corrispondenza del lato della traccia corrispondente e fissandoli con alcune gocce di colla cianoacrilica. Questa operazione va eseguita con precisione come riportato nello schema. La traccia dell'armatura è contenuta su tutti i lati esterni dai tasselli appena fissati. Bisogna ora vincolare le parti circolari presenti sulla traccia. Per eseguire questa operazione useremo la barra filettata. Tracciate il centro dei semicerchi con una penna o pennarello cercando di essere molto precisi. Praticare in corrispondenza dei centri tracciati dei fori passanti con punta e trapano. Tagliate dei settori di barra filettata, le cui lunghezza dovrà essere pari allo spessore della tavola più il doppio dello spessore dei tasselli. Es.: tavola 20 mm, tasselli 10 mm, il settore di barra filettata sarà quindi lungo 40 mm. Spiegheremo più avanti il motivo di tale eccedenza. Presentare i settori di barra filettata in corrispondenza dei fori praticati e con un leggero ma deciso colpo di martello farli penetrare per alcuni millimetri nella tavola. Data la differenza di durezza tra barra e legno, utilizzando una pinza e avvitando, questa si autofiletterà nella tavola. E' quindi fondamentale che i fori praticati siano perpendicolari alla tavola e che abbiano un diametro di 0,5mm inferiore alla barra, altrimenti il serraggio risulterà debole. Fissiamo tutti i settori di barra. Realizziamo altre due barre filettate di lunghezza identica alle precedenti. Con le stesse modalità di fissaggio descritte posizioniamole come indicato in schema nella posizione con colore rosso.

SCHEMA DI MONTAGGIO

La dima di controllo e produzione è quasi terminata ma non ancora sufficientemente solida per essere utilizzata.

Prendiamo l'armatura utilizzata per la realizzazione della traccia e inseriamola sulla dima. Se il lavoro sarà stato eseguito con precisione, l'armatura si inserirà con semplicità, sia in corrispondenza delle barre che all'interno dei tasselli. Nel caso in cui l'armatura entri con difficoltà nella sede della dima, sarà preferibile a questo punto apportare piccole modifiche alla stessa che non  ne cambieranno il funzionamento, prima di smontare e riposizionare i tasselli o le barre. Terminate le operazioni di controllo possiamo procedere al fissaggio definitivo delle parti.

I tasselli saranno fissati con le viti, praticando magari un foro di piccole dimensioni nei punti di inserimento delle viti. Questi fori faciliteranno l'inserimento delle viti ed eviteranno il rischio di possibili fratture dei tasselli stessi. Per il fissaggio delle barre filettate sarà sufficiente svitarle dal supporto per alcuni mm, colare alcune gocce di colla cianoacrilica sulle stesse e riavvitare prontamente. 

La dima è pronta per essere utilizzata. Come detto chiamiamo questa dima di controllo e produzione. La funzione di controllo risulta chiara. La funzionalità di produzione scaturisce invece da piccoli accorgimenti poco evidenti. Nella costruzione della dima abbiamo utilizzato tasselli da 10mm e barre fuoriuscenti dal piano base di 20 mm quindi più alte dei tasselli di 10mm. Abbiamo inoltre inserito due barre aggiuntive in corrispondenza dell'inizio e della fine dell'armatura. Questi serviranno esclusivamente per il fissaggio del filo inox all'inizio della produzione di ogni armatura. La differenza tra l'altezza  delle barre e dei tasselli ci permette di utilizzare gli stessi come pareti di piega e attorcigliamento del filo inox. Spighiamo ora come realizzare un armatura con la dima appena costruita.

Procedere come segue:

Tagliare uno spezzone filo inox sufficiente a completare l' armatura. Attorcigliare uno dei capi del filo, con alcune spire intorno ad una delle barre iniziali (in rosso nello schema) ad un'altezza di poco inferiore ai tasselli (8/9 mm dal piano della dima). Il filo inox sarà quindi solido con l'intera dima basterà ora seguire i tasselli e le barre utilizzandoli come pareti per la piega del filo stesso. Terminato il "giro" tra tasselli e barre, tagliare il capo precedentemente fissato. La nostra armatura sarà terminata in pochissimi secondi. E' da dire che l'armatura tenderà un ad aprirsi di pochi decimi, questo non per inefficienza di funzionamento della dima, ma per la caratteristica intrinseca dell'acciaio stesso  chiamata "Ritorno elastico". Potrete però essere certi che la posizione delle pieghe o degli occhielli sarà precisissima basterà utilizzare le pinze a becco tondo per forzare le pieghe leggermente aperte e riportale nella posizione precisa, fornita da un nuovo inserimento nella dima che in questo caso fungerà anche da controllo.

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COME REALIZZARE UNA PROVETTA GRADUATA MONOUSO.

Attrezzature necessarie:

  • qualsiasi contenitore in plastica con fondo piatto (bottiglia di acetone per unghie, bottiglie vuote dei nostri SOFT ADD o OIL ADD SCENT e tutto quello di simile reperibile)
  • pennarello indelebile a punta fine
  • cutter
  • un righello

La preparazione delle resine, nella quale è particolarmente importante non sbagliare le percentuali di rapporto , risulta necessario dell'uso di provette graduate, spesso difficili da reperire ma sopratutto rese inutilizzabili dopo la miscelazione dei componenti. Nella misurazione del volume non risulta importante sapere il valore in ml di quanto si andrà a miscelare,ma il rapporto tra i volumi inseriti nel contenitore di miscelazione. Si può quindi  misurare il rapporto tra i componenti di una resina anche in parti, corrispondenti ad una quantità di ml "x" a noi indifferente. La realizzazione di una provetta è cosa di nessuna difficoltà, unici vincoli sono:

a- il contenitore scelto deve avere il fondo piatto al fine di non indurci in errore nel calcolol delle  parti. Non vanno bene ad esempio le bottiglie di acqua minerale da 1/2 lt , dato che il fondo è costituito da 5 o 6 protuberanze non misurabili.

b- in contenitore non deve avere le pareti svasate. Non vanno quindi bene i bicchieri di plastica.

Realizziamo la provetta graduata.

Procedere come segue:

Prendere il contenitore (ad esempio una bottiglia di forma cilindrica) ed asportarne il collo. Avremo quindi una sorta di bicchiere cilindrico. Poggiate il righello, sul lato del contenitore, posizionando lo zero in corrispondenza del fondo dello stesso. Con il pennarello segnare sul contenitore in corrispondenza di ogni 10 mm una linea, dei 5 una linea più corta e in corrispondenza dei 2,5 un punto. Sempre con il pennarello numerare le tacche corrispondenti ai 10mm con numeri crescenti, partendo dal fondo del contenitore. Il gioco è fatto avete ora una provetta graduata con unità di misura pari a 1/4 di parte. L'uso della provetta risulterà semplicissimo, ma comunque per chiarezza facciamo un esempio.

Es:. vogliamo preparare una quantità "x" di resina epossidica REC 155. Come indicato nelle spiegazioni sappiamo che questa resina ha un rapporto di miscela pari a 1:0,6; questo  significa ad esempio, 10 ml di resina e 6 ml di catalizzatore. In base alla premessa fatta che la vera misura in ml è per noi indifferente (almeno che non conosciate a perfezione il vero volume della cavità dello stampo), consideriamo quindi questo rapporto in parti, 10 parti di resina e 6 parti di catalizzatore. Otterremo così lo stesso risultato. Versiamo quindi una certa quantità di resina all'interno della "provetta", ipotesi 5 tacche (da 10 mm), calcoliamo ora la quantità di catalizzatore. Se come detto il rapporto e di 1:0,6 , lo 0,6 ( 60%, sesta parte, ecc.)di 5 tacche sarà  uguale a:

   5 x 0,6= 3 (tacche da 10 mm)

Dovremo quindi aggiungere 3 tacche di catalizzatore nello stessa provetta ottenendo untotale di resina da colata pari a 8 tacche da 10mm. Anche nel caso in cui le quantità di resina versate nella provetta diano come risultato del calcolo, quantità di catalizzatore con valori non compresi tra le tacche segnate sulla provetta, potrete orientarvi tranquillamente ad occhio, inquanto la quantità sarà sempre compresa tra i 2,5 mm che non potranno generare errori superiori all' 1%. In caso di quantità di resina particolarmente esigue questa tipo di provetta potrebbe indurvi in errore, consigliamo quindi di preparare la resina in quantità sufficienti al riempimento di più stampi. La preparazione della resina in quantità discretamente importanti, oltre ad agevolarvi nelle fasi di miscelazione vi permette di gestire quantità di errore maggiori (1% di 10 gr = 1 gr ; 1% di 80 gr = 8 gr) più facilmente misurabili.  

Se non siete ancora soddisfatti e utilizzerete sempre lo stesso tipo di contenitore per la realizzazione della provetta, potrete ottenere uno strumento di misura "scientifico" o quasi con pochi piccoli passaggi. Rispettando tutte le fasi già descritte potrete misurare l'area del vostro contenitore e con semplici calcoli sapere a perfezione, ad esempio a quanti millimetri di provetta corrispondono 5 ml. Segnerete così in corrispondenza della giusta misura, non più semplici numeri ma gli effettivi ml.

Se poi siete dei "maniaci della precisione" e la vostra passione è la standardizzazione (entrambi qualità fondamentali di un buon autocostruttore di esche artificiali) avrete bisogno di un qualunque programma per PC che vi consenta di disegnare in scala. Utilizzando questo programma potrete disegnare delle etichette con le misure corrispondenti ad un determinato contenitore, che stamperete in più esemplari su carta adesiva. Quando dovrete realizzare una nuova provetta sarà necessario soltanto tagliare il collo del contenitore e attaccare l'etichetta graduata sulla stessa, partendo sempre con lo zero dal basso.  

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